Social e Gratificazione Istantanea - Ludomentis

Le modifiche che il telefono apporta alle strutture del cervello

Questo argomento mi sta tanto a cuore perché ho dovuto affrontarlo all’inizio del mio percorso Lavoro-Studio e, per poter rendere al massimo nei due ambiti, ho dovuto iniziare ad avere la consapevolezza di quanto tempo io passassi davanti al telefono.

 

E tu sai quanto tempo lo usi?

Quante volte hai preso in mano il tuo telefono, l’hai sbloccato perché dovevi fare una cosa specifica ma invece ne hai fatta un’altra, lo hai bloccato e ti sei detto -“Cavolo, avrei dovuto vedere un’email importante, appuntarmi quell’informazione ma me ne sono totalmente dimenticato!”.

Ecco, questo è un comunissimo episodio in cui TU sei preda del tuo telefono e non te ne accorgi minimamente.

Secondo uno studio dei tanti fatti, “Counterpoint Research” è uscito fuori che su 3500 utenti una persona su quattro usa il telefono dalle 5 alle 7 ore al giorno.

 

Ovviamente, ci sono mille motivi per cui viene usato così assiduamente il telefono, e non sta a me giudicare, però mi piace informare e informarmi.

Personalmente uso molto di più il PC e cerco di farlo in maniera produttiva, quasi limitandomi ad usarlo solo per ciò che mi serve e senza perdermi nel Web.

C’è stato un periodo in cui volevo avere la consapevolezza di quanto io usassi il telefono e la media giornaliera è risultata di 2 ore e mezza al giorno.

Il mio obiettivo era quello di usarlo massimo un’ora e di “controllarlo” non più di 30/40 volte al giorno.

Questa era una mia sfida che, una volta portata a termine, mi ha aiutato a capire quanto e come uso il telefono e soprattutto a fare più attenzione al meccanismo che scatta in noi quando aspettiamo o riceviamo una notifica.

  

Il ruolo della Dopamina: benessere e gratificazione istantanea creano dipendenza?

Senza addentrarmi in spiegazioni scientifiche cercherò di spiegare in maniera chiara, corretta e semplice il ruolo di questo benedetto neurotrasmettitore. Nulla di impossibile!

Il termine “neurotrasmettitore” indica appunto un “qualcuno” in grado di trasmettere/inviare/segnalare qualcosa a “qualcun altro ”. Un po’ come quando il postino porta le lettere nelle case: alcune sono belle e altre meno…multe in primis, per la miseria!

Quindi, tornando a noi:
La dopamina è un neurotrasmettitore del nostro sistema nervoso, diretto verso le aree deputate ai processi emotivi del cervello. In questo caso si parla di ricompensa, una situazione vantaggiosa per il nostro corpo perché ci lascia una sensazione di benessere soggettiva che ci porta a voler ripetere lo stesso comportamento avuto.

Ahimè, da qui può scattare il meccanismo della dipendenza tanto temuto da ognuno di noi.

Per quanto possa provocare effetti benefici in quel momento, il nostro organismo ha bisogno di avere un equilibrio e quindi non è produttivo se abusato.

Abusare di questo benessere istantaneo ci appaga realmente?

A chi non fa piacere il “like” di quella persona che ci affascina e che ci interessa, del nostro lettore preferito o addirittura di quel personaggio popolare a cui tanto ci ispiriamo o che stimiamo?

Partendo da questo presupposto, a mio modo di vedere, l’essere riconosciuto, l’appartenenza ad un gruppo e quindi l’aumento dell’autostima, fa piacere a chiunque ed è inutile negarlo. Siamo dentro questo mondo ed è impensabile cercare di cambiarlo. Possiamo però provare ad integrarci in base alle nostre credenze, alle nostre idee e ai nostri valori.

Diventa un fattore da non sottovalutare quando la nostra stima dipende esclusivamente da questa cosa, quando si passa più tempo a cercare consensi sui social.

A questo punto ci troviamo di fronte ad una ricerca continua ed isterica di consensi. Senza che ce ne accorgiamo questo porta ad un ascolto sempre minore di sé stessi dove è più importante il giudizio degli altri rispetto all’opinione che abbiamo di noi stessi.

 

E se tutto partisse da una Slot Machine ?

Un fantastico esempio di cosa succede dentro di noi e di cosa ci tiene fissi nei social è quello riportato da Tristan Harris. Facendo il paragone con il meccanismo della Slot Machine, Harris parla di ricompense variabili intermittenti e ci spiega che noi non sempre abbiamo ricompense e quindi andiamo a cercarle.

Sicuramente avete presente come funziona la Slot Machine: tiri la leva, aspetti che i riquadri delle varie combinazioni si fermino e scopri se hai vinto o meno.

Molto simile allo stesso giochetto che facciamo col pollice per vedere se è arrivata qualche notifica sulla Home di Facebook o di Instagram, o le spunte blu di WhatsApp e quindi la dicitura “sta scrivendo”, o ancora i “puntini che si muovono” sui social che ci fanno rimanere molte volte in attesa della risposta. Così, senza accorgercene, siamo prede del telefono e perdiamo del tempo prezioso.

Ogni volta che si vince il cervello produce dopamina, se perdiamo ritorniamo a tirare la leva finché non ri-proviamo questa sensazione di piacere.

 

Conseguenze

In primis l’unica cosa che avremo in mano sarà il nostro telefono e non la nostra vita. Duro ma reale.

Ovviamente la dipendenza non è una sana abitudine per la nostra vita e non lo è neanche per la salute psicofisica e fisica, in quanto l’uso scomodato del telefono ci toglie le energie, oltre che il tempo.

Sempre in seguito a varie ricerche è stato appunto evidenziato che l’uso continuo del telefono comporta maggiore ansia, depressione e senso di isolamento.

Come ben spiega il professore Erik Peper presso l’Università di San Francisco, si formano delle connessioni neurologiche simili a quelle che si sviluppano a chi acquisisce una dipendenza da farmaci per alleviare il dolore.

Il fatto di avere le notifiche a portata di mano fa attivare il nostro stato di allerta, il che significa non trovarsi mai in stato di rilassamento. Ho spiegato e spiegherò meglio in altri articoli che cosa comporta tutto ciò.

 

Benefici di un uso opportuno del telefono

Penso che non sia sbagliato l’utilizzo del telefono, dei Social e tutto ciò che è affine.

Ovviamente, come ogni cosa, va gestita con il buon senso.

Il fatto che con una chiamata ci si possa mettere in contatto con il resto del mondo, con un click si possa prenotare l’aereo, la stanza di albergo e che grazie alle recensioni sui vari siti e sui social avremo una previsione riguardo a  cosa andremo incontro, così come l’utilizzo dei canali di comunicazione per farsi conoscere, dire la propria ed essere informati, ci porta a capire quanto questi degli ottimi strumenti e nessuno lo mette in dubbio, anzi.

Ma è anche giusto avere un minimo di consapevolezza, che al giorno d’oggi non guasta e ci può aiutare a gestire i ritmi incalzanti cui siamo dentro, le relazioni intra e ed extra lavorative.

Quindi uso dei Social si, ma con consapevolezza!

 

Le mie soluzioni:

Disattiva le notifiche, prendi coraggio e fallo.

Datti dei giorni di prova e vedrai che in poco tempo avrai un senso di soddisfazione perché noterai di non essere più dipendente dal push telefonico.

Sempre perché mi piace sperimentare dopo aver visto le ricerche fatte sulla quantità di tempo usata al telefono, ho utilizzato un app che mi permetteva di sapere la mia quantità di uso in ore e devo dire che ha dimezzato l’uso spasmodico del telefono, mi ha responsabilizzato e in più ho avuto la percezione di avere più tempo a disposizione e di poterlo gestire meglio.
Infine, mi sono dato un tempo limite di utilizzo. Ovviamente le situazioni di urgenza non fanno contesto, ma posso dire che una routine è necessaria per vivere al meglio la nostra vita limitando i momenti di forte stress e agevolando i momenti di pace e rilassamento ma anche eccitazione verso nuove avventure e sfide.

Il tempo è una risorsa che ci sembra sia infinita ma quando inizi a prendere in mano la tua vita, cercando di sfruttarlo al meglio, noterai quanto sia importante gestirlo e non farsi gestire da esso.

 

Provaci. Puoi farcela!

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